Che la si chiami sanatoria tombale o condono tombale, poco cambia: il senso della nuova proposta dell’esecutivo è quella di permettere a chi ha dei debiti “certificati” con le cartelle Equitalia, o ha delle liti fiscali, di poterle risolvere in maniera più conveniente. In tutto, un ammontare di esposizioni pari ad almeno 100 miliari di euro, dalle quali il governo vorrebbe evidentemente attingere le risorse per poter finanziare la sua “flat tax”.
Stando a quanto hanno anticipato alcuni quotidiani negli ultimi giorni, il condono riguarderebbe pertanto non solamente le cartelle Equitalia di importo fino a 100 mila euro (che rappresentano il 96% del totale) quanto anche le liti fiscali e i contenziosi pendenti nelle commissioni tributarie provinciali (in primo grado) e regionali (in appello).
Ma quanto si potrebbe risparmiare? Per le intenzioni del vice premier Matteo Salvini, l’obiettivo potrebbe essere quello di proporre una sorta di saldo e stralcio al 25%: ovvero, si paga un quarto di quello che si deve, per potersi dimenticare ogni contenzioso con l’Agenzia delle Entrate. Tuttavia, l’aliquota non è fissa: in alcuni casi di particolare e accertata difficoltà familiare o aziendale, infatti, l’aliquota potrebbe scendere
al 6%, o al 10%.
Tutto fatto, dunque? In realtà, alcuni giornalisti sottolineano i pericoli di una simile iniziativa, a cominciare dal fatto che un simile condono, ammesso che trovi una completa adesione, genererebbe comunque un importo di risorse che sarebbe insufficiente per poter finanziare la flat tax.
Non ci resta dunque che attendere le novità da parte dell’esecutivo, che vorrebbe cercare di risolvere la matassa fiscale entro l’estate, e comunque prima di un autunno che si preannuncia particolarmente caldo per le sorti del governo e, in tal merito, anche del documento di programmazione economico – finanziaria dei prossimi esercizi.
